10 anni di Verolinux!

Sono passati già dieci anni da quel 21 luglio 2009 in cui decisi di registrare il mio primo dominio Internet: verolinux.org. Si è trattato di una piccola svolta nel mio modo di presentarmi in rete, dato che fino ad allora la mia presenza si limitava ad un blog generalista ospitato su Blogger.com, che pure mi ha permesso di condividere con molte persone i miei pensieri e le mie idee. Sì, se ve lo state chiedendo, c’era veramente gente che passava su “Gica&Oltre”, leggeva qualcosa e a volte lasciava anche un commento (non sempre positivo, va detto). Tuttavia Blogger non mi bastava più; volevo qualcosa di completamente mio sul quale esercitare il pieno controllo, dal layout all’hosting. E poi avere un mio dominio per le email faceva sicuramente più figo…

Il nome Verolinux

Perché ho scelto proprio questo nome? E’ presto detto: Verolinux è la crasi tra Veroli (la città in cui vivevo all’epoca) e Linux. A quel tempo mi sembrava un nome accattivante ed intelligente, dato che il sito corrispondente avrebbe dovuto rappresentare una sorta di “vetrina” delle attività collegate a Linux e al software libero svolte proprio a Veroli; non pensavo esattamente a un LUG ma qualcosa di molto simile. La dura realtà, però, è che le attività riconducibili a Linux dalle mie parti erano praticamente inesistenti, pertanto questo sito si è presto trasformato nel mio blog personale all’interno del quale scrivevo articoli riguardanti le reti e i miei esperimenti di programmazione o di integrazione tra sistemi.

Inizialmente la quantità e la qualità degli articoli era di livello accettabile, avevo molto tempo a disposizione sia per sperimentare che per scrivere, e quei pochi lettori che avevo rappresentavano comunque uno stimolo ad andare avanti. Col passare del tempo e con l’aumentare degli impegni professionali, però, il tempo residuo da dedicare al sito, al suo aspetto e ai suoi contenuti è andato via via scemando, gli articoli si facevano sempre più brevi e più rari, ed anche il loro valore intrinseco era piuttosto scarso.

L’abbandono

Invece di fermarmi a riflettere per riorganizzare il sito e razionalizzarne forma e contenuti, mi sono fatto prendere dalla registrite, ovvero dalla mania di registrare domini Internet per qualsiasi idea che mi passava per la testa: dal sito personale su cui scrivere esclusivamente a proposito di attualità, cronaca, religione e politica, al sito dedicato a Veroli e alle sue bellezze, all’applicazione per la ricerca del paninaro ambulante più vicino alla tua posizione corrente e avanti così. Risultato: una dozzina di domini quasi del tutto inutilizzati, ciascuno con il suo hosting e i suoi account di posta, decine di record DNS e un sacco di soldi buttati inutilmente. Eh sì, perché anche se i domini non li utilizzavo, continuavo comunque a rinnovarli di anno in anno perché… «non si sa mai!». Inoltre la disponibilità di tutte queste risorse ha prodotto una totale dispersione delle mie idee e l’incapacità di decidere su cosa concentrare la mia attenzione e le mie (poche) forze residue.

Tabula rasa

In queste condizioni non c’erano molte speranze di portare a termine anche soltanto uno dei miei progetti; in questo genere di attività il time sharing non funziona, e avere continuamente davanti agli occhi tutte quelle bozze produceva soltanto indecisione, frustrazione e ulteriore perdita di tempo. Quindi a partire dal 2019 ho iniziato, con grossa fatica, a tagliare, tagliare, tagliare fino a individuare le poche cose su cui concentrarmi. Lo spunto iniziale a questa attività di decluttering è scaturito dalla lettura del libro di Marie Kondo “Il magico potere del riordino” che, manco a dirlo, ho lasciato più o meno a metà. Tuttavia il messaggio era chiaro e ho messo in pratica una buona quantità dei metodi illustrati. Altro materiale utile l’ho trovato nel sito e nel libro di Silvio Gulizia “Vivere intenzionalmente” (anche questo, indovinate un po’, interrotto intorno al 70% della lettura).

Ad ogni modo, il risultato di questa attività di pulizia è consistito nel disattivare tutti gli hosting, cancellare gli account di posta e rimuovere i record DNS di tutti i domini inutili e inutilizzati, sforzandomi di resistere alla tentazione di rinnovarli in prossimità delle rispettive scadenze. A questo ho unito anche un riordino dei miei strumenti di lavoro: non più sette computer con cinque diversi sistemi operativi, non più quella mezza dozzina di dispositivi di rete dentro casa per fare inter-VLAN routing e segregazione tra una decina di subnet differenti, e non più il ping-pong tra diversi linguaggi di programmazione e framework di sviluppo.

Potrei andare avanti, ma sto divagando da quello che è il tema centrale di questo post.

La rinascita

Ovviamente Verolinux è stato risparmiato da questa mannaia impietosa, sia per ragioni affettive, sia perché lo considero ancora il giusto spazio in cui riportare gli esiti delle mie attività in ambito informatico. Il caso ha voluto che la pubblicazione della nuova versione di questo sito coincidesse proprio con il decimo anniversario della registrazione del nome a dominio, e questo elemento mi ha ulteriormente convinto a incanalare tutta la mia attenzione su di esso. Il tema è stato scelto con più cura (anche se non è ancora definitivo), l’organizzazione delle categorie è più razionale, la redazione degli articoli segue un processo revisione e refactoring prima di arrivare alla pubblicazione, e il layout fa maggiore uso di immagini per rendere meno noiosa la navigazione.

I temi affrontati saranno più o meno gli stessi del 2009, forse un po’ più tecnici piuttosto che sotto forma di how-to, ma ci sarà spazio anche per qualche finestra sugli eventi locali non strettamente correlati all’informatica. Inoltre, a differenza di dieci anni fa, sarò lieto di dare accesso al sito a quelle persone che avessero voglia di collaborare e contribuire scrivendo i loro articoli o i loro tutorial, dato che l’obiettivo principale di questo spazio rimane pur sempre la condivisione e la diffusione della conoscenza e delle informazioni.

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