scIMMUNIti

Non mi convince fino in fondo sul tema della privacy e dell’efficacia

Luigi De Magistris a proposito dell’applicazione Immuni (da ilpost.it)

Prendo spunto da questa dichiarazione del sindaco di una delle più grandi e importanti città italiane, nonché capoluogo della regione attualmente più sotto stress per via del numero di contagi giornalieri da SARS-CoV2 che stanno determinando grossi problemi alla gestione sanitaria, per contestare questa eccessiva libertà di giudizio nei confronti di un tema in merito al quale chi si esprime non ha competenze e, soprattutto, non porta a supporto alcuna evidenza concreta.

Parliamo dell’applicazione Immuni, vale a dire l’applicazione di tracciamento dei contatti delle persone che risultano positive al nuovo Coronavirus. Nel nostro Paese l’adozione di questa applicazione come strumento utile a tracciare i contatti delle persone contagiate risulta ancora poco diffusa e pertanto poco “utile” a conseguire l’obiettivo per il quale è stata realizzata. Troppo spesso le persone non installano Immuni sul proprio telefono adducendo come motivo principale quello della privacy; ritengono, infatti, che l’applicazione sia uno strumento invasivo, architettato dal Governo, per tracciare i cittadini al fine di mettere in pratica una sorta di controllo di massa per spiare le persone nei loro movimenti, nelle loro abitudini e nelle loro frequentazioni. Purtroppo chi dovrebbe dare il buon esempio, vale a dire politici e personaggi pubblici, fa esattamente l’opposto e rafforza le convinzioni dei cosiddetti “notrax”. Tuttavia, gli stessi cittadini che si oppongono all’uso di Immuni sono anche quelli che molto spesso utilizzano applicazioni ben più invasive della privacy e avide di informazioni personali. In questo senso, mi permetto di citare un tweet di Arturo Di Corinto che spiega il concetto in maniera estremamente efficace:

Tweet di Arturo Di Corinto dell’8 ottobre 2020

Il punto qui però non è la sorveglianza, perché di fatto Immuni non necessita di nessun dato personale per funzionare, non condivide le informazioni personali con nessuna entità esterna, non ha bisogno di geolocalizzazione, non analizza le abitudini di navigazione degli utenti per proporre annunci mirati e non serve a far sapere ad altri quali persone si frequentano. Tutte cose che invece gli utenti sono ben felici di dire alle varie applicazioni di social networking, di dating, di recensioni, e via dicendo.

Il problema quindi si riduce, come quasi sempre, all’ignoranza e alla pigrizia di ciascuno. Quante persone, attivando un account Twitter, Facebook, Google e via dicendo, vanno a leggersi seriamente le informative sulla privacy e sul trattamento dei dati personali? Ci avete fatto caso che se volete usare uno smartphone Android o Apple siete costretti ad aprire un account sulle rispettive piattaforme, pena l’impossibilità di fare praticamente nulla col telefono? E poi quante persone installano in casa propria dispositivi come i vari Amazon Echo o Google Home, con le “orecchie” sempre accese ad ascoltare tutto quello che si dice?

Comunque il succo del discorso non è che siccome ci spiano in trenta, allora facciamoci spiare da trentuno. La questione è:

  1. Immuni non ti spia, e non serve a spiarti.
  2. Chi si oppone all’uso di Immuni, adducendo motivazioni relative alla violazione della propria privacy, non ha capito come funziona l’applicazione.

Ovviamente, come è stato rilevato tante volte, il solo utilizzo di Immuni non è utile a contrastare il virus. Quello che serve è anche il rispetto di tutte le precauzioni previste e raccomandate (distanziamento, igiene, mascherina) e, soprattutto, una maggiore efficienza nel processamento dei tamponi diagnostici. Quest’ultimo punto purtroppo non dipende dai cittadini ma dal Governo centrale e dalle Regioni, che avrebbero dovuto, durante i mesi di relativa calma, potenziare i laboratori, potenziare le strutture sanitarie, aumentare il personale e che invece, come qualcuno ha detto, “hanno dormito” e si sono limitati a produrre soltanto confusione sotto forma di limitazioni, divieti, restrizioni, e così via. Oggi, se una persona sintomatica esegue il tampone diagnostico, rischia di non conoscerne il risultato prima di tre o quattro giorni, se non di più. Successivamente si parte con il contact-tracing “manuale”, con cui si cerca di risalire a tutti i contatti della persona infetta al fine di verificarne le condizioni ed evitare che, se contagiati, possano diffondere ulteriormente il virus. Alle attuali condizioni, questa ricerca parte già con tre/quattro giorni di ritardo a causa del tempo necessario ad elaborare il tampone, ed ulteriori ritardi si producono a causa del tracciamento manuale. Se invece le ASL e i laboratori fossero più veloci nell’elaborare e comunicare l’esito del tampone, e se tutti (o quasi) usassero Immuni, il tempo che intercorre tra una nuova positività e il rintracciamento dei contatti a rischio si potrebbe ridurre notevolmente, potenzialmente al di sotto delle 24/48 ore, dato che la comunicazione alle persone esposte sarebbe pressoché istantanea grazie alle notifiche dell’applicazione Immuni.

Personalmente ho installato Immuni il giorno prima, o il giorno stesso, in cui è diventata attiva sul tutto il territorio nazionale. Ad oggi non ho mai ricevuto alcuna notifica, ma c’è da dire che mi capita raramente di trovarmi per molto tempo in posti frequentati da molte persone. Inoltre non ho idea di quale sia la percentuale di adozione dell’applicazione nella mia provincia, ma temo che sia ancora molto bassa, nonostante la recrudescenza dei contagi in questi primi giorni di Ottobre. Per il futuro mi auguro che più persone si rendano conto dell’utilità dell’applicazione e, soprattutto, che il numero dei contagi giornalieri torni al di sotto del livello di guardia.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi