La donna che rise di Dio

Come ho scoperto Roberto Mercadini e perché ho deciso di acquistare uno dei suoi ultimi libri, nonché di iscrivermi al suo canale YouTube. Per sintetizzare: una piacevole scoperta!

La donna che rise di Dio
Copertina del libro di Roberto Mercadini
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Questo post era stato inizialmente pubblicato su smoldo.it, il mio blog secondario ormai in dismissione.

Qualche giorno fa, bazzicando su YouTube come mi capita spesso di fare, mi sono imbattuto in un video di un certo Roberto Mercadini, personaggio che fino ad allora ignoravo allegramente.

Il filmato che ha suscitato la mia curiosità si intitolava “Mauro Biglino: cosa ne penso?“; si tratta di un breve video in cui l’autore spiega i motivi per i quali, secondo lui, alcune tesi e affermazioni di Biglino sono sostanzialmente errate.

Per chi non lo sapesse, Mauro Biglino è un traduttore dell’ebraico biblico, scrittore, conferenziere e autore di molti libri nei quali spiega la sua interpretazione della Bibbia, in particolare di quei libri che costituiscono quello che i cristiani chiamano l’Antico Testamento. Le tesi di Biglino riprendono, rielaborano e arricchiscono quelle, non nuove, sugli “antichi astronauti”.

Le contestazioni

Nel suo video, Mercadini risponde ai molti che gli chiedono un parere su Biglino e le sue tesi. Le sue contestazioni prendono spunto dall’affermazione di Biglino secondo la quale la Bibbia non può parlare di alcune cose perché l’ebraico antico non aveva le parole che ne esprimevano i concetti corrispondenti. Mercadini si sofferma, a mo’ di esempio, sulla sola parola bara’ (tradotta normalmente con il termine creare).

Nel principio Dio creò i cieli e la terra.

(La Bibbia – Nuova Riveduta 2006)

Cosa dice Biglino

Semplificando moltissimo, bara’ non vuol dire esplicitamente ‘creare’ e, secondo le annotazioni di alcuni biblisti ebraici, nella Bibbia non deve essere tradotto con ‘creare’.

Pertanto i primi versi della Genesi non possono descrivere la creazione della vita e del mondo dal nulla. Al contrario, quei versi parlano del momento in cui gli Elohim hanno suddiviso e distribuito tra di loro il genere umano. Secondo Biglino, infatti, gli Elohim erano molti (o comunque più di uno) e ciascuno di essi era a capo di un popolo o di una famiglia di umani.

Cosa dice Mercadini

Mercadini sostiene che il fatto che nell’ebraico antico non ci sia una parola specifica che voglia dire esattamente creare dal nulla, ciò non vuol dire che nella Bibbia non si possa ugualmente esprimere il concetto di creazione. Come controesempio cita infatti la stessa Genesi in cui, pochi versi più avanti, Elohim dice “Sia luce. E fu luce.”.

In questo caso non viene usato alcun verbo che esprima il concetto di creazione, eppure a/agli Elohim basta dire una cosa affinché questa compaia, e questo esprime esattamente l’azione di creare dal nulla.

Un altro esempio riguarda il verbo ‘avere’, che in ebraico non esiste. Tuttavia ciò non impedisce che nella stessa lingua sia possibile esprimere il concetto di possesso e di proprietà.

Mercadini elabora ulteriormente il suo discorso, spiegando che una stessa parola, indipendentemente dal suo significato “primo”, può essere usata in modi e contesti differenti tra loro, e quindi debba essere interpretata di conseguenza.

Sviluppi successivi

Non più tardi di qualche mese dopo, Mercadini è tornato sulla questione per rispondere alle critiche e a qualche insulto in merito al suo precedente video su Biglino. La risposta è divertita, cordiale ma puntuale, a tratti esilarante, il che svela la capacità dialettica e la simpatia di questo attore, poeta, nerd, nonché ex ingegnere informatico.

Partendo da questi video mi sono fatto un giro sul suo canale YouTube, trovando molte cose interessanti, l’ultima delle quali è stata il suo libro “La donna che rise di Dio (e altre storie della Bibbia)”. L’ho comprato e ho iniziato a leggerlo da qualche giorno; mi sembra scritto bene, scorrevole, facile da leggere e per niente noioso. Una bella scoperta, per me che sono ateo ma appassionato del tema, e una buona occasione per leggere anche qualcosa che non sia scritto da Biglino, che ormai conosco fin troppo bene.