Roba che non mi serve

La lista dei software con cui mi sono trovato male e che dovrei evitare di usare nuovamente.
Foto di Gary Chan su Unsplash

Come ho tentato di spiegare in un post, sto cercando di fare un po’ di pulizia e di riconsiderare l’uso che faccio delle cose e il valore effettivo che tali cose hanno per me. Troppo spesso mi capita di installare dei software (distribuzioni Linux, applicazioni, linguaggi di programmazione, framework di vario genere, CMS, ecc.) che nel giro di poco tempo non si rivelano utili come credevo, venendo di conseguenza abbandonati, poi disinstallati e infine dimenticati, comportando un notevole dispendio di tempo ed energia.

Proprio il fatto di dimenticarmene, o di dimenticare l’esperienza negativa che mi hanno provocato, mi induce paradossalmente, nell’arco di qualche mese, a installarli e usarli nuovamente, perdendoci altro tempo e risorse preziose, giungendo tuttavia alla stessa conclusione dell’esperienza precedente. In pratica si innesca un loop infernale che non fa altro che amplificare frustrazione, ansia, rabbia, sensazione di incapacità, stanchezza, perdita di tempo e di denaro.

Per questo motivo ho deciso di mantenere su questa pagina la lista dei software che ho provato e con i quali non mi sono trovato bene, in modo da non dimenticarmene la prossima volta che deciderò di utilizzarli nuovamente.

La lista è suddivisa per categorie, in modo da dare una parvenza di ordine a questo mio delirio.

SSG – Generatori di siti statici

  • Bridgetown: scartato perché ha una toolchain per me troppo complicata e perché trovo difficile personalizzare il tema di default, per non parlare di trovare ed installare un tema già pronto all’uso.
  • Pelican: non mi piace e non capisco perché il front matter dei documenti non sia delimitato con --- come avviene in altri SSG che usano Markdown. Inoltre, come per Bridgetown, non c’è disponibilità di template già pronti.
  • Publii: nonostante sia spacciato come facile da usare, per il fatto che dispone di una GUI, trovo che sia molto confuso e complicato.
  • Middleman: documentazione poco chiara.

Distribuzioni Linux

  • Ubuntu: non mi piace la piega che sta prendendo, soprattutto per quanto riguarda l’uso di snapd.
  • Debian: la uso solo sui server, sul desktop è un po’ troppo spartana e non mi va di perdere tempo per sistemarla.
  • OpenSuse: è un macigno e non mi va di imparare a gestire l’ennesima famiglia di sistemi Linux dopo Debian e RedHat.
  • Parrot: c’è sempre qualcosa che va storto durante l’installazione.
  • BackBox: un altro macigno, praticamente Ubuntu col carico da 90.

CMS – Content Management Systems

  • Joomla: incomprensibile.
  • Drupal: inutilmente complicato per le mie esigenze.
  • Textpattern: è rimasto all’età della pietra.

Applicazioni server

  • Apache http server: poco flessibile e difficile da configurare rispetto a NGINX.

Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2024 (Gica78R)